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L'aeronautica tedesca ha rivelato ulteriori dettagli sulla mortale collisione tra due aerei da combattimento dell'Eurofighter avvenuto nei pressi di Rostock il 24 giugno.


Come abbiamo già avuto modo si parlare nel precedente articolo la coppia di Eurofighter Typhoon faceva parte di una formazione di tre monoposto che stavano svolgendo una missione di intercettazione simulata ad un'altitudine superiore a 900 metri.

Durante le fasi di avvicinamento all'obiettivo, i due caccia intercettano un avversario a sua volta rappresentato da un terzo velivolo Eurofighter, assumendo una buona posizione per eventualmente colpire.

Secondo a quanto dichiarato dalla Luftwaffe, gli aerei cambiano costantemente posizione in uno spazio ristretto ad alta velocità durante queste missioni, e gestiscono la missione mantenendo costantemente un contatto visivo con l'aereo intercettato.

Le condizioni meteo erano "buone", con poche nuvole e un cielo limpido, ha confermato la Luftwaffe, ma due aerei si sono scontrati e si sono schiantati nell'area del distretto del lago Muritz nel nord-est della Germania.

Uno dei piloti è riuscito ad azionare il sedile di espulsione riportando lievi ferite, ma il pilota dell'altro caccia è rimasto ucciso.

Il terzo pilota è riuscito ad atterrare in sicurezza all'aeroporto di Rostock, tutti e tre gli Eurofighter facevano parte del 73 Squadron della Luftwaffe.

Le fasi di recupero dei resti degli Eurofighter coinvolti (Luftwaffe)
Secondo a quanto stabilito dai programmi addestrativi dei piloti, la Luftwaffe impiega un iter suddiviso in ore di simulatore più una serie di voli "reali" che simulano le condizioni più verosimili onde poter offrire al futuro pilota di Eurofighter, un esperienza di volo più realistica.

Proprio in queste fasi, il pilota dovrà abituarsi a "una forte tensione fisica" durante le manovre, dovute anche al calore, la luce diretta del sole, la velocità e la "forza g" e tali esperienze vanno vissute dal vivo e non certo possono essere date da un simulatore.

I due Eurofighter coinvolti nell'incidente sono stati consegnati nel 2010 e ciascuno di essi ha registrato circa 1.000 ore di volo.

L'indagine della Bundeswehr è ancora in corso per determinare la causa dell'incidente.


Fonti: Bundeswehr - Luftwaffe comunicato stampa

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