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Nel 2007, Boeing aveva ricevuto un contratto del valore di 1,1 miliardi di dollari per la costruzione di ali di ricambio per la flotta di A-10 Thunderbolt II della USAF.

A-10 durante il collaudo (foto. USAF/ Alex R. Lloyd)
Certo che in questi anni il "Facocero" ha fatto parlare molto di se, più che un mammifero direi un pennuto, visto e considerato che è il vero e proprio "brutto anatroccolo" dell'U.S. Air Force: studiato per operazioni di attacco al suolo dopo che si verificarono problemi in Vietnam con l'uso di velivoli troppo sofisticati per questo specifico ruolo e soprattutto veloci; finita la guerra, già negli anni ottanta non si sapeva a cosa sarebbe servito un "cacciacarri" dato che l'ipotesi di un invasione da parte sovietica (ormai allo sbando) era pressoché improbabile. Ma durante la prima guerra del Golfo (2 agosto 1990 – 28 febbraio 1991) seppe dar sfoggio delle sue abilità di combattente di prima linea, guadagnandosi la stima e il rispetto degli uomini che da terra chiedevano supporto aereo. Poi successivamente, nonostante avesse contribuito a salvare interi plotoni di fanteria o di marina, il suo ruolo venne messo nuovamente in discussione, ma poi, Bosnia nel 92, Kosovo nel 1996, Afghanistan e Iraq, in poche parole il destino del "brutto anatroccolo" alla fine, è quello di risorgere dalle sue ceneri sempre, proprio come un "araba fenice".


Salvate il soldato "Warthog"

Una vera e propria campagna promossa dai familiari dei militari (a cui l'aereo salvò le vite grazie al suo intervento) dagli stessi appartenenti delle Forze Armate, piloti, membri del Congresso di entrambi i partiti, che con questo "slogan"vollero manifestare contro l'ennesima istanza di radiazione definitiva da parte del comando USAF e del DoD (Department of Defense).
I sostenitori dell’A-10 ricordano che questo aereo, in grado di volare a bassa velocità e a un’altezza dal suolo tale da consentire ai piloti di distinguere a vista le truppe amiche dai nemici, ha salvato centinaia di vite in Iraq e Afghanistan. L’aereo è amato anche dalle truppe di terra che quando si trovano sotto il fuoco nemico accolgono l’arrivo dell’A-10 con sollievo, perché sanno che con il suo cannone da 30 mm e il carico notevole sotto le ali, è in grado di cambiare le sorti di una battaglia.
L’A-10 Warthog ha salvato molte piccole unità alleate cadute in imboscate talebane sulle montagne afghane rivelandosi un velivolo perfetto per la contro insurrezione e l'Anti-guerriglia. Compiti che un F-35, che vola ad altezze e velocità assai superiori rispetto a quelle dell’A-10, oltre ad avere costi di gestione decisamente più alti, non potrà mai assolvere.

Il cannone da 30mm del "Warthog" in azione (foto. USAF)
Una serie di equazioni che alla fine, usando un pò di buon senso è stato facile risolvere: l'A-10 "Thunderbolt II" (la denominazione ufficiale dell'aereo scelta dall'allora azienda produttrice, la Fairchild Republic Company, oggi proprietà di Boeing) volerà ancora e fino al 2030.
Ma oltre 40 anni di carriera si fanno sentire, soprattutto dopo che paradossalmente i velivoli sono stati utilizzati, e parecchio, in tutte le azioni ove l'esercito americano in ambito Nato e non, è stato impegnato.
Il programma Enhanced Wing Assembly per la sostituzione delle ali dell'A-10 è iniziato nel 2011, e prevedeva la sostituzione di parti di ala e/o intere parti di cassone alare per 173 velivoli.
Il 14 agosto scorso, la Ogden Air Logistics Complex presso la base aerea di Hill nello Utah, ha completato l'installazione di nuove ali sull'ultimo A-10 in programma. Il 571°Aircraft Maintenance Squadron (denominato anche AXMS, la X dimostra che si occupano di esaminare con apparati radiologici le strutture dei velivoli) dell'Ogden ALC ha svolto lavori per 162 A-10, gli altri 11 sono stati installati alla base aerea di Osan in Corea del Sud.
Le nuove ali avranno una durata fino a 10.000 ore di volo, Il progetto ha anche creato un design migliorato dell'intero cablaggio per consentire una più facile rimozione dell'ala, secondo il direttore dell'AXMS, Stephen Zaiser, gli interventi hanno riguardato anche parti di fusoliera, alla quale sono stati sostituite parti ormai usurate e installate altre create appositamente.


FONTI: USAF, Boeing.


About Author


Ino Biondo
Scrive per diletto e non per professione, appassionato e cultore di storia aeronautica, dopo aver completato gli studi entra in A.M. come A.U.C. ruolo ingegneri, ha ricoperto incarichi di responsabilità in seno allo Stormo di appartenenza. Lavora presso una nota azienda italiana del settore aeronautico. Cura la parte storica e tecnica di AeroStoria. 




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