Storia

Industria e Spazio

Airline e aviazione generale

Elicotteri

Post Top Ad

Il Project Tempest è il futuro caccia di sesta generazione inglese destinato a sostituire gradualmente l'Eurofighter Typhoon della Raf. 

» IL CACCIA DI SESTA GENERAZIONE

L'FCAS/Next Generation FIghter francese (© Hassan Meddah)
Il Ministero della Difesa Spagnolo ha annunciato la sua formale partecipazione al programma franco-tedesco Next Generation Weapon System della Dassault e del consorzio europeo Airbus, durante il Paris Air Show 2009 .
Che la Spagna abbia aderito al programma FCAS di Airbus ora noto come Next Generation Fighter è conseguenziale al fatto che la flotta di F-18 Hornet ormai si avvicina ineseroabilmente all'obsolescenza sia tecnologica che strutturale: la superiorità aerea della Spagna è organizzata sulla piattaforma Hornet della Boeing. In base ai dati ufficiali, tra il 2022 ed il 2024 la Spagna dovrà sostituire i venti EF-18A / B Hornet consegnati alla fine degli anni ’80. I restanti 65 Hornet della flotta spagnola saranno dismessi entro e non oltre il 2030, il Next Generation Weapon System ambisce ad essere il prossimo caccia che dal 2040 sostituirà le piattaforme Eurofighter e Rafale.
Attualmente ci sono due diversi progetti per il caccia di sesta generazione, Il programma promosso dalla Francia con partecipazione tedesca e spagnola, ed il Tempest britannico a cui hanno già aderito Italia con la partecipazione di Leonardo al programma - il governo italiano non ha ancora formalizzato l'adesione [N.d.R.] , Paesi Bassi e Svezia.
Il caccia di sesta generazione è una necessità, l'Italia così come le principali forze aeree della Nato, compresi gli USA, a partire dal 2030 dovrà iniziare a sostituire la propria flotta da caccia. Il Regno Unito ha acquistato 160 Eurofighter, 143 la Germania, 96 l’Italia e 73 la Spagna.
Il Tempest inglese (foto:BAE System)
Il futuro caccia di sesta generazione inglese destinato a sostituire gradualmente l'Eurofighter Typhoon e anche i caccia svedesi Gripen, è formato dal "Team Tempest", ossia una sinergia di aziende del settore con compiti ben distinti: BAE (combattimento aereo ed integrazione), Leonardo (sensori, elettronica ed avionica), MBDA (armi avanzate) SAB (l'ultima arrivata si occuperà di sperimentare le tecnologie già implementate sul Viggen e svilupparne altre ad hoc) e Rolls-Royce (alimentazione e propulsione) il team collabora con il Ministero della Difesa inglese per fornire il futuro caccia da superiorità aerea entro il 2035. Secondo tradizione, i caccia inglesi prendono il nome degli agenti atmosferici, quindi il caccia del XXI secolo è stato battezzato "Tempest" e andrà ad affiancare la piattaforma tattica F-35 Lightning II di Lockheed Martin.



Londra stima un investimento di due miliardi di sterline, che saranno prelevati dal budget destinato alla future tecnologie di combattimento aereo istituito nel 2015 dal governo inglese. Il primo volo del dimostratore con tecnologia stealth è previsto nel 2025.
Il mockup mostrato rivela una planimetria di ala a delta modificata con un paio di piccoli stabilizzatori verticali inclinati verso l'esterno.
L'aereo sarà propulso da due motori incassati all'interno della cellula per minimizzare RCS e firme infrarosse. Rolls-Royce ha già annunciato di essere al lavoro su un motore che sfrutterà materiali compositi e processi di produzione avanzati per essere leggero e possedere e una migliore gestione termica a costi contenuti.
Sarà un team di ingegneri scelti da RR  ad avviare proprio uno studio di due anni sui sistemi di propulsione ipersonica per il Ministero della Difesa del Regno Unito, il volo ipersonico è un volo a numeri di Mach superiori a 5, una condizione di volo alla quale diventano importanti fenomeni legati al surriscaldamento dell'aria che impatta sul velivolo. Il volo ipersonico è associato alla messa in orbita di satelliti o equipaggi o al rientro di navicelle dallo spazio. In queste situazioni i velivoli raggiungono nel volo atmosferico velocità  estremamente elevate, con numeri di Mach dell'ordine di 20-30.
Conrad Banks, ingegnere capo del progetto, ha annunciato che due Turbofan Eurojet EJ200 verranno usati come banco di prova per testare gli scambiatori di calore che dovrebbero ridurre la temperatura d'ingresso dell'aria.
Centro nevralgico di questa nuova gamma di motori ipersonici è Reaction Engine Ltd. (REL),  che sta sviluppando un rivoluzionario motore aerospaziale, con Boeing e RR.
REL, con sede a Culham nell'Oxfordshire, sta lavorando a un sistema di propulsione che è in parte un motore a reazione, in parte un motore a razzo.
Sistema di pre-raffreddamento Reaction Engine Ltd.
Facendo riferimento all'esperimento HTX condotto all'inizio di quest'anno in Colorado, negli Stati Uniti, Reaction Engines afferma di aver già dimostrato durante i test a terra la capacità di raffreddare una temperatura di ingresso di 400 ° C (750 ° F) , l'equivalente delle condizioni di volo a M3, utilizzando la  tecnologia di pre-raffreddamento sviluppata dall'azeinda, l'obiettivo è quindi, riuscire a raffreddare una temperatura di ingresso di 1.000 ° C a 150°C in 1/20s sul prototipo del motore SABRE sviluppato per piattaforme aerospaziali riutilizzabili.
© Reaction Engines
Essenzialmente, il motore ha la capacità di aspirare l'aria caldissima dovuta alla elevata velocità, essa viene convogliata nella presa d'aria, viene raffreddata grazie al sistema di raffreddamento, viene compressa e miscelata con il combustibile, per passare poi nella camera di combustione e quindi venire espulsa dalla parte posteriore attraverso un ugello di scarico a velocità superiore rispetto a quella di entrata, tutto è basato sui sistemi in uso alla NASA dei Ramjet in pratica. Supportato da un finanziamento di 10 milioni si sterline (12,2 milioni di dollari), il lavoro coinvolgerà BAE Systems e Reaction Engines. Le attività includeranno studi di progettazione, ricerca, sviluppo, analisi e sperimentazione relativi ai sistemi di propulsione avanzati ad alto Mach e inviluppo di volo.
La velocità ipersonica e lo sviluppo di tecnologie del futuro, come  armi ad energia laser e con la capacità di sabotare i sistemi informatici nemici su una struttura autorigenerante, sono alcune delle caratteristiche che i prossimi velivoli di sesta generazione potrebbero implementare. La capacità autorigenerante ad esempio consentirebbe la permanenza del velivolo sui teatri operativi, anche dopo aver subito forti danni.
Nel 2008, gli ingegneri aerospaziali dell’Università di Bristol, svilupparono questa tecnologia prendendo ispirazione da piante e animali. Il rivestimento, collocato in alcune parti vulnerabili del velivolo, è composto da due resine: una epossidica ed una indurente. Colpendo l'area rivestita dal materiale, quest’ultimo fuoriesce dal foro di entrata del proiettile o della scheggia della testata esplosa. Le due resine, combinandosi tra di loro, sigillano la parte colpita, consentendo al velivolo di continuare la missione nonostante il danno subito. in un certo senso, è come se la storia del volo e dell'industria aerospaziale nel prossimo futuro, dovrà essere riscritta.

Bibliografia sulla propulsione ipersonica:

- William H. Heiser and David T. Pratt, "HYPERSONIC AIRBREATHING PROPULSION", AIAA Educational Series, pubblicato da American Institute of Aeronautics and Astronautics, Inc., 1994.
 - "SCRAMJET PROPULSION", E.T. Curran and S.N.B. Murthy Editors, Progress in Astronautics and Aeronautics, Volume 189, 2000.



FONTI: BAE System, Airbus, Reaction Engines Ltd.


About Author


Ino Biondo
Scrive per diletto e non per professione, appassionato e cultore di storia aeronautica, dopo aver completato gli studi entra in A.M. come A.U.C. ruolo ingegneri, ha ricoperto incarichi di responsabilità in seno allo Stormo di appartenenza. Lavora presso una nota azienda italiana del settore aeronautico. Cura la parte storica e tecnica di AeroStoria. 





Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per aver commentato.

Post Top Ad

Condividi