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foto ©Boeing

L'US Air Force seleziona Boeing per il contratto di "re-winging" degli A-10 Thunderbolt II, si tratta di una commissione che garantirà per un decennio tutto il supporto strutturale della flotta di Warthog.


Boeing ha annunciato in un comunicato stampa che si è aggiudicata un'ulteriore commissione del valore di 999 milioni di dollari per gli upgrade strutturali di ali per gli A-10 Thunderbolt II.

Boeing sarà responsabile della gestione della produzione di un massimo di 112 set di ali e kit di ricambio, l'USAF ha ha già ordinato 27 set di ali al momento dell'aggiudicazione del contratto.

Quindi dopo aver completato la prima fase di aggiornamento strutturale per 173 A-10 attualmente in linea, come abbiamo avuto modo di annunciare nell'articolo del 16 agosto scorso, si aggiungono ulteriori esemplari che beneficeranno delle nuove strutture alari.

Noi di Boeing siamo orgogliosi di essere stati selezionati come produttori di kit ala per gli A-10 Thunderbolt II, l'esperienza con le strutture dell' A-10 e la nostra conoscenza approfondita dei requisiti delle forze aeree statunitensi ci aiuteranno a fornire ali di alta qualità per soddisfare le esigenze fondamentali dell' Air Force.
  Ha dichiarato Pam Valdez , vice presidente dei servizi aeronautici per Boeing Global Services.

A-10 Enhanced Wing Assembly Program

© Boeing
Attualmente più di 350  A-10 Thunderbolt II "Warthog"sono in servizio con l'US Air Force, l'Air Combat Command, l'US Air Force Reserve e la Air National Guard.

Nel dicembre 2007, l'US Air Force ha assegnato a Boeing un contratto per lo sviluppo e la progettazione di strutture alari nell'ambito del programma denominato WRP Wing Replacement Program.

Il facocero è stato sviluppato negli anni '70 come primo velivolo di supporto aereo ravvicinato dedicato (CAS) per le forze armate statunitensi. A differenza di altre piattaforme CAS, caccia d'attacco o bombardieri messi in servizio per fornire supporto aereo alle truppe di terra, l'A-10 è stato progettato da zero come "pezzo di artiglieria volante".

Entrato ufficialmente in servizio nel 1977 il velivolo dopo 42 anni di carriera, amato e odiato allo stesso tempo, in quanto retaggio della guerra fredda e dei tempi ormai passati, si era deciso di ritirarlo dal servizio tra mille polemiche, ormai si puntava sull'F-35.


Ma fu proprio l'elevato costo del progetto JSF F-35 Lightning II di Lokheed Martin e soprattutto i suoi tempi di sviluppo che il DoD i vertici dell' Air Force e il Pentagono, decisero di optare per una soluzione meno costosa e più rapida soprattutto per il compito di supporto aereo nel quale il velivolo eccelle, una specialità che avrebbe rischiato di essere sguarnita essendo priva di validi sostituti, soprattutto dopo l'intervento contro l'ISIS degli Stati Uniti.

L'uso della modellazione 3D e di altre nuove tecniche costruttive da parte di Boeing ha fornito le basi ingegneristiche e progettuali per il programma di sostituzione delle ali di A-10.

Ali di A-10 in fase di manutenzione (foto: Alex R. Lloyd )
Il programma di sostituzione ali dell'A-10 venne denominato Enhanced Wing Assembly è iniziato nel 2011 , con l'obiettivo di sostituire le ali su 173 di circa 282 A-10.

Il lavoro di ristrutturazione è stato gestito dal 571° Aircraft Maintenance Squadron (Squadron di manutenzione), che opera nel complesso logistico aereo Ogden presso la base aerea di Hill nello Utah.

L'impianto di Ogden svolge un'ampia varietà di lavori su un gran numero di piattaforme, tra cui F-35 Lightning II, F-22 Raptor, F-16 Fighting Falcon, C-130 Hercules e i missili balistici intercontinentali Minuteman III ICBM.

162 A-10 sono stati "ri-alati" ad Ogden, mentre 11 velivoli sono stati ristrutturati alla base aerea di Osan in Corea del Sud.

In corso d'opera i tecnici Boeing si sono accorti che alcuni lavori di risanamento richiedevano parti nuove o di ricambio, un vero problema dal momento che la linea di produzione di A-10 è cessata decenni fa, I funzionari dell'USAF responsabile del lavoro si sono rivolti al 309° Aerospace Maintenance and Regeneration Group (Gruppo di manutenzione e rigenerazione aerospaziale) della base di Davis-Monthan, per le parti necessarie.

I "Warthog" in disuso  che cuociono al sole dell'Arizona (assieme ad altre vecchie glorie dell'USAF) sono stai cannibalizzati per ottenere pezzi di ricambio altre invece sono servite come base per costruirne exnovo.

Le nuove ali, secondo Boeing , dovrebbero dare alla flotta di A-10 altre 10.000 ore di volo - abbastanza per far volare gli aerei verso la fine del 2030.

Un A-10 "rinnovato" non nuovo

Il cannone dell'A-10 in azione (foto: US Air Force foto di Senior Airman Chris Drzazgowski)
L'Air Force sin dalla Guerra del Golfo ha tentato più volte di sbarazzarsi del Warthog, i motivi sono molteplici: in pratica come tutti gli aerei "legacy" l'A-10 e figlio del suo tempo, le moderne minacce di difesa aerea, in particolare quelle schierate da Russia e Cina, rendono i cieli di oggi estremamente pericolosi per gli assetti in campo, ciò lo rende vulnerabile sui moderni campi di battaglia.

L'Air Force pensa che l'F-35A Joint Strike Fighter, con la sua azione furtiva, i sensori e le armi guidate di precisione, possa subentrare in molte delle missioni del Warthog.

Ciò che lo ha tenuto ancora in vita è paradossalmente la sua filosofia costruttiva: mai nessun aereo, probabilmente mai nessun altro lo sarà, è stato concepito per svolgere un preciso compito di supporto alle truppe di terra, riuscendo ad essere risolutivo in situazioni particolarmente difficili.

Ad oggi, il velivolo che dovrà sostituirlo è un progetto troppo giovane, troppo tecnologico, e troppo costoso, ciò non vuol dire che non sia una piattaforma straordinaria e che non sia in grado di svolgere al meglio il suo compito, ma lungi dall'essere pienamente operativo, in termine di paragone, mentre il Warthog è un veterano dei campi di battaglia, l'F-35 anche se ha dimostrato tutte le potenzialità, resta ancora un soldato alle prime armi.

Una decisione pragmatica dovuta ai ritardi accumulati per lo sviluppo del Lighning II, che ha generato una specie di "antipatia" in seno al Congresso degli Stati Uniti e non solo, sono tanti i detrattori del progetto F-35, ormai parlarne male è diventato un luogo comune al quale personalmente rispondo con un altrettanto luogo comune: "chi vivrà vedrà".

I trecento A-10 che ritorneranno sul campo saranno in grado di svolgere la loro missione primaria - attaccare le forze di terra in prima linea soprattutto quando la sua effettiva capacità di sopravvivenza è in questione?

Soprattutto, gli Stati Uniti, hanno mai preventivato il fatto che continuare a mettere in linea operativa aerei "legacy" portati al limite della loro utilità, con ben oltre quattro decadi sul groppone, potrebbe portare a perdite sostanziali contro un nemico altamente tecnologico?

Sono tutte domande serie che il Pentagono e il Congresso devono affrontare, man mano che la tecnologia militare si evolve e le armi terra-aria diventano più letali e reattive, prima o poi l'A-10 dovrà andare in pensione e cedere il passo al più giovane.



Fonte: Boeing, Department of Defense, U.S.Air Force.

About Author

Ino Biondo

Scrive per diletto e non per professione, appassionato e cultore di storia aeronautica, dopo aver completato gli studi entra in A.M. come A.U.C. ruolo ingegneri, ha ricoperto incarichi di responsabilità in seno allo Stormo di appartenenza. Lavora presso una nota azienda italiana del settore aeronautico. Cura la parte storica e tecnica di AeroStoria.
Contatti: inobiondo@aerostoria.com

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