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Stanno emergendo nuovi rapporti sugli attacchi israeliani in Iraq, dopo che una serie di immagini satellitari hanno confermato la presenza di missili iraniani nel Golfo Persico.

Il quotidiano londinese Al-Sharq Al-Awsat ha riferito che Israele ha attaccato un campo nella provincia di Salah-Din nell'Iraq nord-occidentale usando aerei F-35I, contraddicendo i rapporti iniziali che sostenevano che un aereo senza pilota avesse effettuato l'attacco. 
In aggiunta al rapporto, Al-Arabiya a sua volta, ha riferito che l'assalto ha ucciso diversi ufficiali di Hezbollah insieme a membri della Guardia rivoluzionaria iraniana. I rapporti indicano che gli obiettivi erano  missili balistici di produzione iraniana nascosti in camion per la refrigerazione degli alimenti. 
Il maggiore gen. (Ret.) Amos Yadlin, ex capo dell'intelligence militare dell'IDF, ha dichiarato a Breaking Defense che l'Iraq è un'arteria logistica per l'Iran, in quanto permette a Teheran di spedire armi e forze in Siria e Libano.
Sempre secondo Al-Awsat, un secondo attacco è stato condotto a Camp Ashraf, sede dell'ex quartier generale del gruppo di opposizione iraniano Mujahedin iraniano, a nord di Baghdad,  probabilmente diretto contro un gruppo di consiglieri iraniani e un'altra spedizione di missili balistici.
I presunti attacchi arrivano dopo che fonti israeliane hanno appurato all'inizio di questo mese, che l'Iran stava costruendo una base di deposito logistico in Iraq per i missili da inviare in Siria o in Libano per attacchi contro Israele. Mentre i campi a nord di Baghdad sono a una certa distanza dal confine siriano e le distese desertiche per lo più vuote dell'area tra Baghdad e Siria sono state a lungo sfruttate dai trafficanti.
F-35I (foto: Lockheed Martin)
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Capo di Stato Maggiore Ten. Gen. Aviv Kochavi, Capo del Dipartimento di Intelligence dell'IDF, il Generale Tamir Heyman, e il capo del Mossad, Yossi Cohen, hanno recentemente messo in guardia l'Iraq dal consentire ai soldati della Guardia rivoluzionaria iraniana di operare nel paese.
Israele ha taciuto sugli attacchi, nel 2018, Israele comunque ha ammesso di aver lanciato oltre 200 attacchi in Siria, compreso attacchi con F-35I.
Secondo gli analisti, e quanto appreso dalle esplicite dicharazioni di Washington, l'amministrazione Trump sta dando pieno appoggio alle azioni israeliane, il rapporto tra USA e Iraq si è eroso quando il nuovo governo iracheno ha preso il potere nell'ottobre 2018. Il governo guidato dagli sciiti si affida al sostegno di fazioni sciite strenuamente filo-iraniane, che rifiutano categoricamente di appoggiare le sanzioni dell'amministrazione Trump contro Teheran.
L'Iran dal canto suo, vede la continua presenza militare USA in Iraq come una minaccia diretta ai suoi interessi ed ha trasmesso un chiaro messaggio dissuasivo a Baghdad riguardo le conseguenze di uno scontro militare. Secondo l'analista Eldad Shavit dell'Istituto per gli studi sulla sicurezza nazionale di Tel Aviv, "L'Iraq riceve molto aiuto finanziario e di altro tipo dall'Iran quindi è condizionato nell'agire contro Teheran. Gli iraniani vedono l'Iraq come un importantissima via strategica contro gli Stati Uniti".

FONTI: Articolo della redazione londinese di Al-Sharq Al-Awsat  - Leggi articolo , Breaking Defence, foreignpolicy.com


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