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CH-53K King Stallion (foto: Lockheed Martin Corporation)

Il 22 settembre scorso una delegazione dell'IAF (Israeli Air Force) si è recata negli Stati Uniti per svolgere test di valutazione sul CH-53K King Stallion.


Secondo il quotidiano online The Jerusalem Post di Tel Aviv, presso la Naval Air Station Patuxent River nel Maryland, si sono svolti voli di prova del nuovissimo elicottero da trasporto pesante Lockheed Martin - Sikorsky CH-53K appartenente al Corpo dei Marines degli Stati Uniti con a bordo personale dell'IAF.

Quindi qualunque sia il governo che entrerà in carico, dovrà affrontare un vero e proprio dilemma: decidere sull'elicottero di Sikorsky (controllata da Lokheed Martin) o sul Boeing CH-47F Block II Chinook.

L'IAF prevede di acquistare circa 20 nuovi elicotteri per il trasporto di carichi pesanti per sostituire l'attuale squadrone di Sea-Stallion CH-53 della base di Tel Nof., Lo Yas'ur (designazione ufficiale israeliana del Sea Stallion) è entrato in servizio nel 1969, e rappresenta l'elicottero principale dell'aeronautica, utilizzato regolarmente per trasportare soldati e attrezzature. 

Hanno anche preso parte a una vasta gamma di missioni, comprese operazioni speciali e di Intelligence, missioni di ricerca e salvataggio; in buona sostanza la macchina si è più che avvicinata all'obsolescenza e andrebbe radiata.

CH-53 Yas'ur . (foto: GUY ASHASH / IAF)
L'acquisto israeliano, a conti fatti sarà significativo, non solo per Israele, ma come dimostrazione di fiducia di un alleato chiave che potrebbe influenzare le decisioni future degli Stati Uniti. 

Entrambi i programmi di sviluppo del un nuovo "Heavy Lift Helicopter" hanno bisogno di una vera e propria spinta: entrambi i produttori hanno più volte riscontrato difficoltà accumulando un forte ritardo.

Il CH-53K sta entrando in produzione dopo una serie di imbarazzanti problemi di sviluppo e ritardi che hanno portato il Congresso, ad un certo punto, di richiedere uno studio su velivoli alternativi, al contrario, l'esercito ha deciso di interrompere l'acquisto del block II CH-47F e di trasferire fondi a programmi con priorità più elevata.



CH-47F Block II Chinook (foto: Boeing)
Secondo a quanto dichiarato dal produttore, il modello K non possiede parti in comune coi precedenti CH-53. 

E verosimile che i test siano scaturiti da questa motivazione, secondo a quanto si evince dalla nota stampa divulgata da Sikorsky, il team di test era composto da tre piloti, un meccanico e un manager del programma:

I piloti israeliani sono persino riusciti a far volare l'aereo, anche se sotto l'occhio vigile di un copilota americano.

Gli israeliani stanno anche osservando il Block II Chinook, che, come il CH-53K , è una versione "riveduta e corretta" di un vero e proprio veterano campione di vendite e usato anche in Italia. 

I tecnici israeliani stanno esaminando una versione potenziata "Block II" del CH-47F II attualmente in costruzione per l'esercito americano, una versione che include funzionalità del modello MH-47G per operazioni speciali come serbatoi di carburante più grandi per una maggiore autonomia, naturalmente mantenendo la stessa capacità di trasporto del predecessore un vero e proprio punto di forza del Chinook.

Naturalmente, come consuetudine, Israele implementerà e "personalizzarà" i sitemi avionici con materiale indigeno, "conditio sine qua non" per ogni trattativa contrattuale con il governo israeliano per quanto concerne le forniture militari.

Ci si potrebbe inoltre aspettare la clausola "buy back" nel contratto: burocraticamente noto come "cooperazione industriale", questi accordi richiedono alle società straniere che vendono armi a Israele di acquistare una parte considerevole dei loro componenti dalle società israeliane.

Tali disposizioni sono particolarmente importanti per l'industria israeliana ora che gli Stati Uniti stanno restringendo i fondi sugli aiuti, imponendo a Israele di spendere una percentuale sempre crescente di fondi di finanziamento militare americano (FMF) negli Stati Uniti piuttosto che in Israele.

Tale riacquisto è stato una parte importante della partecipazione di Israele al programma F-35 Joint Strike Fighter , che vedeva come primo appaltatore Lockheed Martin (sotto di oltre 1,75 miliardi di dollari) e subappaltatori israeliani incaricati della produzione di ali e caschi ad alta tecnologia.

Con la Turchia ora esclusa dal programma F-35, Israele tiene d'occhio i componenti precedentemente costruiti dalle aziende turche. E Lockheed Martin sta stringendo collaborazioni con aziende israeliane anche su altri progetti.






Fonti: Lockheed Martin/ SIkorsky, Boeing, Israeli Air Force, The Jerusalem Post.

About Author

Ino Biondo

Scrive per diletto e non per professione, appassionato e cultore di storia aeronautica, dopo aver completato gli studi entra in A.M. come A.U.C. ruolo ingegneri, ha ricoperto incarichi di responsabilità in seno allo Stormo di appartenenza. Lavora presso una nota azienda italiana del settore aerospaziale.

Contatti: inobiondo@aerostoria.com

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