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© Nico Coosemans

A volte le cose più semplici risolvono problemi enormi, ed è proprio il caso di questa ricerca che gli ingegneri della direzione dei sistemi aerospaziali dell'AFRL e l'istituto di ricerca dell'Università di Dayton, hanno portato avanti ottenendo risultati sorprendenti.

Si tratta di una sostanza simile ad un famoso prodotto per la pulizia dei vetri, chiamato HydroSkip, è stato testato dall'USAF e sarà una vera e propria rivoluzione.

Il problema della visibilità in situazione di forte pioggia, è stato preso sempre in seria considerazione dall'aviazione mondiale, la scarsa visibilità può compromettere la capacità del pilota di decollare, volare e atterrare in sicurezza.

Abbiamo scelto il migliore formato che potesse essere sviluppato per un prodotto che l'Air Force può facilmente utilizzare sul campo.
Ha affermato Mike Gran, ingegnere aerospaziale AFRL.

Procedura di pulizia del canopy di un F-16 (foto: USAF)
In effetti il prodotto che verrà fornito dopo ulteriori sperimentazioni a tutti i reparti di F-16 attualmente operativi nell'U.S.Air Force, si presenta sotto forma di un liquido che mediante un emulsionatore e l'ausilio di un panno verrà steso sul canopy, esso farà in modo che le forti acque scivolino via lungo la linea della cappotta conferendo una visuale perfetta.

Saranno tre le basi dell'Air Force,  una negli USA e due al di fuori degli Stati Uniti, che testeranno HydroSkip.

Le statistiche redatte dal comando dell'U.S.Air Force, parlano di cifre preoccupanti di casi di incidente per condizioni meteo avverse, soprattutto in Europa e estremo oriente.

Secondo a quanto specificato dal team di sviluppo, la sperimentazione prevede l'applicazione del prodotto a turno per ogni Wing di sessanta giorni, per un totale di cinquanta ore di volo, successivamente, si esaminano le segnalazioni da parte dei piloti.

La quantità di dati raccolti è enorme, la dinamica della pioggia su un canopy in piena tempesta, è imprevedbile dice Donald Willmoth, un ingegnere meccanico che lavora con l'F-16 SPO, soltanto continuando la sperimentazione i risultati si ottengono.




Fonte: Wright-Patterson AFB, Ohio

About Author

Ino Biondo

Scrive per diletto e non per professione, appassionato e cultore di storia aeronautica, dopo aver completato gli studi entra in A.M. come A.U.C. ruolo ingegneri, ha ricoperto incarichi di responsabilità in seno allo Stormo di appartenenza. Lavora presso una nota azienda italiana del settore aeronautico. Cura la parte storica e tecnica di AeroStoria.
Contatti: inobiondo@aerostoria.com

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