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F-22 Raptor e F-35 Lightning II © Lockheed Martin - elaborazione immagine © AeroStoria

l'Air Force avvierà i test sul campo della nuova tecnologia di rete, incluso un collegamento dati sicuro da sempre auspicato e continuamente ritardato tra i suoi caccia stealth.


Preston Dunlap
A partire da dicembre e ogni quattro mesi, l'US Air Force, testerà nuove tecnologie di rete anche in ambiti operativi reali ha dichiarato in occasione della conferenza Defense One Preston Dunlap "chief architect" nuova figura di spicco in seno al Pentagono responsabile dello sviluppo e dell'acquisizione di nuove tecnologie per conto dell'USAF.

Dunlap, ex dirigente nazionale di analisi della sicurezza presso il John's Hopkins University Applied Physics Laboratory, ha inoltre dichiarato che il test iniziale del prossimo mese compirà tre piccoli ma cruciali passi verso l'obiettivo militare di costruire una completa rete di comando e controllo multi-dominio che collegherà tutti e quattro i servizi (Air Force, Navy, Marines e Army) in tutti e cinque i domini, terra, mare, aria, spazio e cyberspazio incentrata su tre punti fondamentali:
  • Nuovi sistemi di intercomunicabilità per la condivisione di dati tra aeromobili e forze di terra;
  • Un'immagine  operativa comune basata su cloud che traccia la posizione delle forze amiche e mostrando una mappa delle loro posizioni costantemente aggiornate;
  • (il più importante) un collegamento di comunicazione che finalmente consente agli assetti stealth F-35 e F-22 di condividere i dati senza rivelare la propria posizione.
F-22 Raptor (Foto:  2nd Lt. Samuel Eckholm)
Il perchè sia stato sempre difficile riuscir a far dialogare il Raptor e il Lightning II risiede appunto nella caratteristica di "furtività" intrinseca nei due assetti, la "stealthness" è proprio la loro ragion d'essere,  F-22 ed F-35 non utilizzano sistemi di comunicazione convenzionali in combattimento, in quanto esse sono troppo facili da rilevare dai sisemi nemici.

Quindi entrambe le piattaforme utilizzano le cosiddette comunicazioni Low Probability of Detection / Low Probability of Intercception (LPD / LPI), ma ognuna di esse utilizza diverse comunicazioni che operano su frequenze diverse con software incompatibile.
F-35B dei Marines (Foto: Lance Cpl. Ginnie Lee)
Gli F-22 utilizzano un esclusivo collegamento dati intra-volo (IFDL) che funziona solo con altri F-22, mentre i più recenti F-35 utilizzano il collegamento dati avanzato (MADL), che può comunicare solo con altri F-35.

Dunlap per ovvi motivi non è sceso molto nei dettagli, ma ha fatto intendere che si tratterebbe (il condizionale è d'obbligo) di una sorta di "gateway" installato su un drone che inserendosi nei sistemi IFDL e MADL traduce il "linguaggio" dei due assetti in modo che, molto essenzialmente, essi possano capirsi. Si tratta di un sistema nuovo in fase iniziale comunque, i test del prossimo mese, valuteranno semplicemente la possibilità di implementare un sistema abbastanza simile in modo che, in condizioni reali, si possa ottenere un feedback dei piloti.



Si tratta del Advanced Battle Management System (ABMS) un sistema che più ampiamente collegherebbe tutte le forze in campo in un unico HUB, originariamente il sistema era denominato Airborne Battle Management System gestito dall'USAF che adoperava una flotta di JSTARS E8-C  - Boeing 707 modificati per trasportare potenti radar per la sorveglianza terrestre e aerea, oltre ai tecnici e alle comunicazioni per trasmettere segnalazioni di posizioni nemiche [N.d.R] - ma questi velivoli risultano ormai obsoleti pesanti e facili da individuare.

Il futuro prevede quindi di sfruttare le moderne comunicazioni elettroniche e la miniaturizzazione per sostituire i JSTARS con un'intera rete di diversi sensori su satelliti, aerei preferibilmente stealth e droni.



Fonti: U.S.Air Force, comunicato Defense One.


About Author

Ino Biondo

Scrive per diletto e non per professione, appassionato e cultore di storia aeronautica, dopo aver completato gli studi entra in Aeronautica Militare come A.U.C. ruolo ingegneri, ha ricoperto incarichi di responsabilità in seno allo Stormo di appartenenza. Lavora presso una nota azienda italiana del settore aerospaziale.
Cura le rubriche Industria e Storia di AeroStoria.
Contatti: inobiondo@aerostoria.com

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